Zero km al giorno
Nessuno di noi si sposta per andare a lavorare. È la voce più grande della nostra impronta evitata ed è anche la più facile da misurare: chilometri che non facciamo.
Siamo uno studio digitale piccolo e vogliamo che anche la nostra impronta lo sia. L'impegno parte dal modo in cui lavoriamo: remote-native, senza pendolarismo quotidiano né uffici energivori, e completamente paperless — documenti, contratti e fatture solo in digitale.
Non abbiamo inventato una tecnologia verde. Abbiamo tolto le tre cose che, in uno studio come il nostro, pesano davvero: il tragitto, la sede e la carta.
Nessuno di noi si sposta per andare a lavorare. È la voce più grande della nostra impronta evitata ed è anche la più facile da misurare: chilometri che non facciamo.
Niente metri quadri da riscaldare d'inverno, raffrescare d'estate e illuminare tutto il giorno. Niente arredi da produrre, niente ristrutturazioni, niente pulizie settimanali.
Preventivi, contratti e fatture nascono e restano digitali, con firma elettronica. Non stampiamo, non spediamo, non archiviamo faldoni.
Un portatile per persona, usato finché fa il suo lavoro. La sostituzione anticipata è la parte più sporca dell'informatica, e la evitiamo.
Nessuna di queste è una scelta eroica: sono le condizioni normali di uno studio nato remote. Le scriviamo perché siano verificabili, non perché siano straordinarie.
Ci parliamo in videochiamata, con appunti condivisi. Ci vediamo di persona quando la cosa lo merita davvero, non per abitudine o per protocollo.
Proposte, contratti e fatture in PDF, firmati elettronicamente. La fattura elettronica è già obbligatoria in Italia: abbiamo esteso lo stesso principio a tutto il resto, archivio compreso.
I siti che consegniamo girano su cloud AWS con CDN: capacità condivisa e dimensionata sul traffico reale, non macchine sempre accese in un armadio a fare niente.
Progettiamo per Core Web Vitals alti. Una pagina che pesa meno consuma meno banda e meno batteria su ogni dispositivo che la apre: moltiplicato per i visitatori, conta.
Ci muoviamo per i clienti quando serve, e quando c'è un collegamento sensato lo facciamo in treno. I chilometri che facciamo finiscono nel report e vengono sottratti dal risparmio.
Un impegno serio si riconosce anche da quello che non promette. Quattro cose che non affermiamo, per non farvele leggere tra le righe.
Pochi, concreti, verificabili. Il report annuale dice se li abbiamo rispettati.
Nessun documento stampato per l'attività di studio: preventivi, contratti, fatture e archivio solo in digitale.
Quattro trimestri, gli stessi indicatori, lo stesso metodo. Anche negli anni in cui i numeri peggiorano.
Per le trasferte oltre i 100 km scegliamo il treno ogni volta che esiste un collegamento sensato.
Riparazione prima della sostituzione, macchine tenute finché fanno il loro lavoro, ricollocazione o riciclo certificato a fine vita.
A parità di condizioni preferiamo fornitori cloud con impegni pubblici e documentati sull'energia rinnovabile.
Per uno studio come il nostro sì, e la ragione è banale: il pendolarismo quotidiano è la voce più pesante e sparisce del tutto. Va però detto che una parte dei consumi si sposta nelle case di chi lavora — riscaldamento ed elettricità che in ufficio sarebbero stati condivisi. Nel nostro caso il saldo resta ampiamente positivo perché non abbiamo mai avuto in parallelo una sede da mantenere.
No. Siamo una microimpresa e non abbiamo certificazioni di terze parti. Quello che pubblichiamo sono stime interne, calcolate con il metodo scritto in fondo al report: chiunque può rifare i conti e contestarli.
Persone dello studio, per giorni lavorati, per i chilometri di tragitto andata e ritorno che faremmo con una sede tra Monza e Milano. Il risultato viene moltiplicato per un fattore di emissione medio per auto passeggeri, tenuto volutamente al minimo dell'intervallo pubblico. Il metodo completo, con i fattori, è nel report.
No, e non è una dimenticanza. Non compriamo crediti di carbonio: preferiamo ridurre quello che dipende da noi e dichiarare il resto, invece di azzerarlo contabilmente.
Sì, in tutta Italia, ed è parte del punto: il progetto viaggia, le persone no. Quando una trasferta serve davvero la facciamo, la scriviamo nel report e la sottraiamo dal risparmio dichiarato.